Introduzione
Gaston Bachelard


Lo studio presentato nelle prossime pagine rappresenta l’occasione per portare alla ribalta gli scritti ed il ritratto di uno dei più fecondi pensatori del nostro secolo, Gaston Bachelard. 

Mettersi al cospetto di un autore così profondo e variegato nei contenuti, tentare una -seppur succinta- analisi della sua produzione e da questa risalire a lui appare -perché è !- impresa complessa e, forse, ardua. Eppure, paradossalmente, accostandosi ai suoi scritti ed ai critici che li hanno analizzati, la domanda più ovvia che riecheggia non è: "perché Bachelard ?", bensì: "perché no, Bachelard?". Pochi, infatti, possono permettersi di 

...rimanere imperturbati al suo cospetto (...), davanti e poi dentro i suoi pensieri
Ma, altrettanto impellente, un altro quesito si impone e richiede prese di posizione nette: "quale Bachelard ?"

Non si può infatti negare che, a un certo punto del suo cammino, la produzione del Nostro inizi a sdoppiarsi in due percorsi alternativi, due tragitti perfettamente coerenti a loro stessi ma visti e vissuti tra loro come incompatibili a una sintesi superiore: si allude, in estrema sintesi, alla polarità scienza/poesia. In realtà non sembra scandaloso invocare una sorta di coerente continuità in tutta l’opera di Bachelard: il filosofo delle scienze, nel condurre la sua indagine rigorosa in campo razionale, non poteva non affrontare tutto ciò che alla sua realizzazione si frappone; l’aver studiato il campo delle rêveries non era quindi solo un suo diritto, ma quasi un dovere epistemologico. 

Tutta la storia intellettuale di Bachelard, in fondo, si può leggere come il progressivo riconoscimento di ciò che è altro dalla scienza e dalla ragione. L’epistemologo, dapprima rigido nell’adesione esclusiva al laboratorio, si è a poco a poco aperto allo spazio dell’antiscienza.
L’esserne rimasto affascinato -questo sì come diritto non è possibile negarglielo-, ma l’essere riuscito a delimitare, con lucidità in campo scientifico e con passione in quello artistico, gli argini dei suoi torrenti in piena (mai consentendo che uno dei suoi grandi interessi diventasse affluente dell’altro), cercando di portare i due flussi, di acque diverse, a gettarsi nel mare -l’unico mare- in cui dimora l’uomo finalmente ritrovato, sono tra i suoi meriti maggiori.

La ricerca (solo una parte di essa sul web) si compone essenzialmente di tre sezioni. Nella prima di esse si è tentato di operare una descrizione chiara e analitica del pensiero (dei pensieri ) del Nostro, avendo cura soprattutto di far parlare Bachelard in prima persona, ed integrando i suoi scritti con le riflessioni di quegli studiosi che ne hanno tentato un’analisi dettagliata; di tutti i possibili percorsi che era possibile praticare per arrivare alle fonti del pensiero bachelardiano, si è scelto forse uno di quelli più impervi, cioè il tragitto che progressivamente lo ha portato a contatto prima con il metodo psicoanalitico ed in seguito con quello fenomenologico. Con le cautele del caso, dovute all’utilizzo molto personale di concetti e metodologie che poco conservano delle loro qualità primitive, tale progressione è stata letta anche, incoraggiati dalle riflessioni dispensate dallo stesso Bachelard, come graduale traghettamento, in un ipotetico fiume, dalla sponda freudiana a quella junghiana e poi oltre ancora; talvolta, lo spirito originalmente polemico e ingenuo al tempo stesso del timoniere Bachelard ha creato, per continuare in questa metafora, un accavallarsi di rotte a cui anche noi, semplici turisti, ci siamo assoggettati, senza mai azzardare ammutinamenti.

Nella seconda parte (non presente in linea), si è operata una esaustiva ma ampollosa descrizione del reattivo di personalità, l’Adjective Check List, utilizzato sul versante applicativo della ricerca; la scelta di sminuzzare dettagliatamente ogni singola scala di tale test, fornendo anche le possibili modalità di impiego, si deve alla volontà di affrontare in un’unica battuta tutti tali ambiti teorici, per lasciare poi sgombro il campo da ogni ulteriore richiamo metodologico. Questa modalità ha consentito di approntare la terza e conclusiva parte della ricerca (disponibile su richiesta, quindi e-mailatemi!) in modo molto snello e discorsivo. Non avendo il campione da noi approntato la numerosità sufficiente a sostenere una analisi statistica di tipo quantitativo (ennesimo segnale della scarsa divulgazione del pensiero di Bachelard), si è scelto, in prima battuta, di operare a livello qualitativo, replicando metodologicamente una ricerca americana che si proponeva di mettere a confronto le descrizioni di personalità di Freud e Jung fornite da un gruppo di loro studiosi. Le principali novità del presente studio sono costituite dal tentativo di comporre le descrizioni di due ambiti differenti di uno stesso soggetto -Bachelard appunto- nelle sue componenti di epistemologo e sognatore. Alcune presenze qualificate nel gruppo degli osservatori hanno suggerito infine l’analisi di tre singoli doppi profili (ci si perdoni il gioco di parole) che hanno consentito di differenziare le diverse posizioni di tali studiosi, in un continuum che avvalora comunque la tesi della polarità dei due universi presi in considerazione. 

II tedioso lavoro di grigliatura dei protocolli dell’ACL ci ha infine spinti ad ideare una tabella computerizzata che tende ad snellire tali routines ; la riproduzione cartacea di questa tabella è presente in appendice alla ricerca (non sul web) e può considerarsi un -seppur modesto- contributo alla automatizzazione di queste procedure.

Luca Necciai

[ Home page ] [ Introduzione ] [ Tematiche ] [ Scritti e Pensiero ] [ La Ricerca ] [ Bibliografia ]